Ubisoft ha annunciato un profondo cambiamento interno che segna uno dei momenti più delicati della sua storia recente. L’obiettivo dichiarato è chiaro: tornare a essere un punto di riferimento creativo nel panorama AAA, rendendo l’azienda più agile, focalizzata e capace di rispondere meglio alle aspettative dei giocatori.
Questo “reset” si basa su tre pilastri fondamentali:
una nuova struttura operativa
un portafoglio di giochi ripensato con una roadmap triennale rivista
una riorganizzazione interna con tagli mirati e maggiore efficienza
Il contesto è quello di un mercato AAA sempre più selettivo, con costi di sviluppo in crescita, una concorrenza feroce – soprattutto negli shooter – e una difficoltà crescente nel creare nuovi brand di successo. Allo stesso tempo, però, quando un grande gioco funziona, oggi può valere più che mai.
Un modello più vicino ai giocatori
Il cambiamento più importante riguarda il modo in cui Ubisoft svilupperà e gestirà i propri giochi. L’azienda passa a un’organizzazione più gamer-centric, costruita attorno ai generi e non più solo ai singoli studi.
Nascono così le Creative Houses, unità creative autonome che uniscono sviluppo e publishing, con maggiore libertà decisionale e responsabilità diretta sui risultati. L’idea è semplice: avere team specializzati che conoscano profondamente il proprio pubblico, prendendo decisioni più rapide e mirate.
Il focus strategico resta su due grandi aree:
Open World Adventure
esperienze GaaS (Games as a Service) pensate fin dall’inizio per durare nel tempo
A supporto di tutto questo ci saranno investimenti tecnologici mirati, inclusi strumenti basati su intelligenza artificiale generativa, pensati per migliorare l’esperienza dei giocatori e l’efficienza produttiva.
Cinque Creative Houses, cinque identità precise
Il nuovo assetto di Ubisoft ruota attorno a cinque Creative Houses, ognuna dedicata a uno specifico tipo di esperienza.
Creative House 1 – Vantage Studios
Dedicata ai grandi franchise storici, con l’obiettivo di trasformarli in brand capaci di generare valore anno dopo anno.
Assassin’s Creed
Far Cry
Rainbow Six
Creative House 2 – Shooter competitivi e cooperativi
Pensata per rafforzare la presenza Ubisoft nel mondo degli shooter tattici e online.
The Division
Ghost Recon
Splinter Cell
Creative House 3 – Live experience selezionate
Una scuderia di giochi live con community già consolidate.
For Honor
The Crew
Riders Republic
Brawlhalla
Skull & Bones
Creative House 4 – Mondi fantasy e avventure narrative
Qui trovano spazio le IP più orientate alla narrazione e alla costruzione di mondi.
Anno
Might & Magic
Rayman
Prince of Persia
Beyond Good & Evil
Creative House 5 – Giochi casual e family-friendly
Un’area pensata per il pubblico più ampio, mobile e non solo.
Just Dance
Hungry Shark
UNO
Idle Miner Tycoon
Ketchapp
Invincible: Guarding the Globe
Sono inoltre in sviluppo quattro nuove IP, tra cui March of Giants, che verranno assegnate alle rispettive Creative House in un secondo momento.
Ogni Creative House avrà piena responsabilità creativa e finanziaria, dalla visione del gioco fino al marketing e al supporto post-lancio.
Meno giochi, più qualità
Uno degli aspetti più rilevanti per i giocatori riguarda il portafoglio titoli. Ubisoft ha deciso di essere molto più selettiva.
Sei giochi sono stati cancellati, perché non considerati all’altezza dei nuovi standard qualitativi. Tra questi c’è anche Prince of Persia: The Sands of Time Remake, oltre a quattro titoli non ancora annunciati e un progetto mobile.
Allo stesso tempo, sette giochi riceveranno più tempo di sviluppo, con l’obiettivo di arrivare sul mercato in condizioni migliori. Uno di questi, inizialmente previsto per il 2026, è stato rinviato al 2027.
Il messaggio è chiaro: meno uscite, ma più curate, soprattutto per quanto riguarda le grandi avventure open world e i titoli GaaS.
Ristrutturazioni e chiusure: il lato più duro del reset
Questo cambiamento ha un costo anche sul piano umano e strutturale. Ubisoft sta accelerando un piano di riduzione dei costi che porterà a tagli per circa 500 milioni di euro complessivi rispetto al 2022.
Negli ultimi mesi sono già stati chiusi o ridimensionati diversi studi, tra cui:
lo studio mobile di Halifax
lo studio di Stoccolma
ristrutturazioni a Abu Dhabi, RedLynx e Massive
L’obiettivo è rendere l’azienda più snella, concentrando le risorse sui progetti ritenuti davvero strategici.
Cosa aspettarsi nel breve periodo
Nel breve termine, questo reset avrà un impatto negativo sui conti e sul numero di uscite. Ubisoft ha già chiarito che le previsioni precedenti non sono più valide e che una nuova roadmap finanziaria verrà presentata nel 2026.
Per i prossimi mesi, però, il focus resta su:
supporto al catalogo esistente
espansioni e contenuti aggiuntivi
valorizzazione delle IP più forti
Un nuovo inizio per Ubisoft
Questo reset rappresenta un vero punto di svolta. Ubisoft ammette implicitamente che il modello precedente non era più sostenibile e sceglie di cambiare rotta in modo deciso.
Per i giocatori, il segnale più importante è la volontà di puntare di nuovo sulla qualità, sull’identità dei giochi e su team più specializzati. Il prezzo da pagare sarà un periodo di transizione, con meno titoli e qualche rinvio importante.
Se la promessa verrà mantenuta, però, il risultato potrebbe essere un Ubisoft più coerente, più coraggioso e finalmente di nuovo riconoscibile.
