Quando un franchise storico come Shinobi torna sul mercato con un nuovo capitolo, le aspettative si alzano in maniera esponenziale. Non si tratta solo di recuperare un nome che ha fatto la storia del videogioco, ma di riproporlo con una forza capace di parlare sia ai fan della prima ora che alle nuove generazioni, cresciute a pane e metroidvania moderni. Shinobi: Art of Vengeance riesce non solo in questo compito, ma addirittura va oltre, proponendo un titolo che si colloca tra le migliori esperienze bidimensionali degli ultimi anni.

Disponibile su Nintendo Switch, PlayStation, Xbox e PC, abbiamo testato il gioco su Xbox Series X, piattaforma che permette di apprezzarne al meglio la fluidità, la direzione artistica e la precisione del sistema di combattimento. Sin dai primi minuti ci si rende conto di essere davanti a un progetto che non si limita a cavalcare la nostalgia, ma costruisce un percorso nuovo, ricco di idee, rifinito in ogni dettaglio e sorretto da un level design che si merita senza esitazione l’etichetta di “ispiratissimo”.

Un level design che omaggia e innova

Il cuore pulsante di Shinobi: Art of Vengeance è senza dubbio il suo level design, che rappresenta la perfetta fusione tra le radici storiche della serie e l’evoluzione del genere metroidvania. Ogni scenario è costruito con un’attenzione maniacale, dove la disposizione dei nemici, i percorsi nascosti, le aree segrete e le scorciatoie creano una mappa coerente e viva, capace di stimolare la curiosità del giocatore e la voglia di esplorare ogni anfratto.

Il gioco omaggia apertamente i classici arcade Sega degli anni ’80 e ’90, mantenendo quell’impronta fatta di precisione e sfida costante, ma lo fa con una struttura moderna che ricorda capisaldi come Hollow Knight o Ori and the Will of the Wisps. Non ci si limita a superare livelli lineari: qui l’idea è quella di costruire un mondo interconnesso, ricco di segreti, in cui il backtracking diventa un piacere più che un obbligo.

Ogni area si distingue per identità visiva e approccio al gameplay: foreste oscure, villaggi giapponesi in rovina, templi infestati e grotte sotterranee non sono solo scenari suggestivi, ma anche spazi di gioco che introducono nuove meccaniche, nemici e possibilità di interazione. Questo ritmo costante di scoperta mantiene sempre alta l’attenzione, evitando qualsiasi forma di ripetitività.

Un sistema di combattimento eccellente

Il combat system è un altro punto di forza assoluto di Shinobi: Art of Vengeance. La sensazione di controllo è immediata, precisa e gratificante. Ogni colpo, schivata o contrattacco trasmette il peso e la velocità tipica di un maestro ninja. L’arsenale a disposizione non è enorme in termini quantitativi, ma è studiato per garantire una profondità notevole.

Il protagonista può alternare attacchi rapidi con la katana, tecniche più potenti che consumano energia spirituale, e una serie di mosse speciali che vanno sbloccate progressivamente. A questo si aggiungono le classiche shuriken, le bombe fumogene e abilità acrobatiche che permettono di fondere l’esplorazione con il combattimento in maniera naturale.

Il sistema si distingue per la sua progressione bilanciata: all’inizio si parte con mosse semplici, ma man mano che si acquisiscono nuove abilità il gameplay diventa più complesso e strategico, senza però mai perdere la sua immediatezza. Gli scontri contro i boss sono il culmine di questa filosofia: ognuno di essi richiede di leggere i pattern, sfruttare le aperture e padroneggiare le tecniche apprese. Sono battaglie intense, impegnative e allo stesso tempo esaltanti, che rappresentano un vero banco di prova per ogni giocatore.

La fluidità con cui il combat system si innesta nel level design è forse l’aspetto più sorprendente. Non ci si limita a combattere nemici piazzati lungo il cammino: il gioco spinge continuamente a integrare esplorazione e tecnica marziale, creando un’esperienza che mantiene sempre alto il livello di sfida e soddisfazione.

Longevità e contenuti extra

La campagna principale di Shinobi: Art of Vengeance si attesta su una durata più che soddisfacente, soprattutto per un titolo bidimensionale. Tra le 15 e le 20 ore sono necessarie per portare a termine l’avventura, ma il bello è che il gioco offre molti contenuti extra che invogliano a proseguire anche dopo i titoli di coda.

Le aree segrete nascondono potenziamenti, costumi alternativi e missioni secondarie che arricchiscono ulteriormente la narrativa e la caratterizzazione del mondo di gioco. Inoltre, per gli appassionati della competizione, sono presenti modalità aggiuntive come la Sfida a tempo e l’Arena dei ninja, che permettono di mettere alla prova le proprie abilità in condizioni più estreme.

Questa abbondanza di contenuti, unita a un ritmo che non lascia mai spazi morti, rende il titolo incredibilmente longevo. Non è raro voler ricominciare da capo una seconda volta, magari a difficoltà superiore, per testare nuove strategie o scoprire segreti lasciati indietro.

SHINOBI: Art of Vengeance

Una direzione artistica straordinaria

Se il level design e il combat system rappresentano la spina dorsale di Shinobi: Art of Vengeance, la direzione artistica è il cuore pulsante che lo rende indimenticabile. Il titolo si presenta con uno stile bidimensionale che raggiunge livelli altissimi di cura e raffinatezza.

Ogni scenario è una tavola dipinta, ricca di dettagli e animazioni fluide, che restituisce l’atmosfera del Giappone feudale contaminato da elementi sovrannaturali. La palette cromatica è studiata per riflettere il tono della narrazione: colori caldi e vivaci nei momenti di calma, toni cupi e saturi nei frangenti più drammatici.

Il character design è un trionfo di stile: i nemici minori hanno un look sempre riconoscibile, mentre i boss si distinguono per originalità e imponenza scenica. Ma è soprattutto il protagonista a catturare l’occhio, con un’animazione fluida e credibile che rende ogni movimento un piacere da osservare.

La colonna sonora, infine, completa il quadro: un mix di strumenti tradizionali giapponesi e sonorità elettroniche moderne che sottolineano perfettamente il dualismo del gioco, sospeso tra omaggio al passato e slancio verso il futuro. Non è un azzardo definire questa direzione artistica come una delle migliori mai viste in due dimensioni.

SHINOBI: Art of Vengeance

Shinobi Art of Vengeance Recensione – IN CONCLUSIONE

Giunti al termine dell’avventura, è difficile non rimanere colpiti dall’insieme di qualità che Shinobi: Art of Vengeance riesce a mettere sul tavolo. Un level design ispiratissimo, che omaggia i classici ma parla con il linguaggio moderno dei metroidvania; un sistema di combattimento eccellente, preciso, appagante e sempre stimolante; una longevità superiore alla media, arricchita da contenuti extra che danno profondità e valore; e soprattutto una direzione artistica straordinaria, che si guadagna un posto d’onore nella storia dei videogiochi bidimensionali. Dare un 10 su 10 a questo titolo non significa considerarlo perfetto – ogni opera ha sempre margini di miglioramento – ma riconoscere il suo valore come esperienza imprescindibile. Shinobi: Art of Vengeance è uno di quei giochi che riescono a parlare a chiunque ami gli action, a chi è cresciuto con la serie e a chi cerca oggi un’avventura bidimensionale capace di emozionare, sorprendere e restare impressa nella memoria. Un capolavoro che non va semplicemente giocato: va vissuto, apprezzato e ricordato come uno dei momenti più alti dell’arte videoludica in due dimensioni.

Shinobi Art of Vengeance Recensione – VOTO: 10