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Ci sono videogiochi che, più di altri, sembrano destinati a rimanere legati per sempre alla console sulla quale sono nati. Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots è stato per quasi vent’anni uno di questi. Pubblicato originariamente nel 2008 su PlayStation 3, il quarto capitolo della saga di Hideo Kojima non aveva mai fatto il salto verso le piattaforme moderne in una versione ufficiale.

Con METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2, finalmente, questa storia cambia. Konami porta Metal Gear Solid 4 su PlayStation 5 (la versione da noi testata), Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC, affiancandolo a Metal Gear Solid: Peace Walker e a una serie di contenuti bonus.

E diciamolo subito: il vero motivo per cui questa collection merita di essere acquistata si chiama Metal Gear Solid 4.

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Metal Gear Solid 4: finalmente fuori dalla PS3

Partiamo dal punto più importante. Metal Gear Solid 4 è ancora oggi un capolavoro. Un’opera enorme, ambiziosa, complessa, esageratamente narrativa e capace di dividere il pubblico come poche altre produzioni nella storia dei videogiochi.

È anche un gioco che nel corso degli anni ha alimentato discussioni infinite. C’è chi ne ha amato la componente narrativa, chi ha trovato eccessive le lunghissime sequenze cinematografiche, chi ha apprezzato il modo in cui Kojima ha chiuso le vicende di Solid Snake e chi, invece, avrebbe preferito un equilibrio diverso tra gameplay e racconto.

Ma una cosa è difficile da negare: Guns of the Patriots è un pezzo fondamentale della storia dei videogiochi.

Il problema, fino a oggi, era semplicemente poterlo giocare.

Per diciotto anni Metal Gear Solid 4 è rimasto confinato all’ecosistema PlayStation 3, una situazione legata anche alle peculiarità tecniche dell’hardware Sony. La Master Collection Vol. 2 compie quindi un’operazione che va oltre la semplice riproposizione commerciale: rende nuovamente accessibile un gioco che rischiava di diventare sempre più difficile da recuperare.

Non è un remake, ed è giusto ricordarlo

Attenzione, però, a non confondere questa operazione con un remake.

Metal Gear Solid 4 non è stato ricostruito da zero. Quello che abbiamo davanti è una versione rimasterizzata e adattata all’hardware moderno, fedele all’opera originale e senza l’ambizione di trasformarla radicalmente.

Ed è probabilmente proprio questo il modo corretto di affrontare questa release.

Il salto tecnologico non cambia la natura del gioco, ma contribuisce a renderlo molto più piacevole da giocare oggi. La possibilità di arrivare fino al 4K e il target dei 60 fotogrammi al secondo, a seconda della piattaforma e della configurazione, migliorano sensibilmente la leggibilità e soprattutto la fluidità dell’esperienza.

Non siamo quindi davanti a un nuovo Metal Gear Solid 4, ma a un Metal Gear Solid 4 più comodo, più fluido e finalmente adeguato alle piattaforme contemporanee.

E, considerando quanto il gioco fosse rimasto isolato sulla sua console originale, è già un risultato enorme.

Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 Recensione

Il gameplay di MGS4 regge ancora?

La risposta è sì.

Naturalmente bisogna fare i conti con un’opera del 2008. Alcune meccaniche, alcune animazioni e determinate soluzioni possono oggi mostrare inevitabilmente i segni del tempo. Non siamo davanti a un gioco moderno travestito da classico.

Ma quando si torna a muovere Snake sul campo di battaglia, a studiare le situazioni, a scegliere come affrontare i nemici e a sfruttare l’arsenale a disposizione, la qualità del game design emerge ancora con forza.

Ed è proprio la maggiore fluidità a fare una differenza concreta. Non perché trasformi radicalmente il gameplay, ma perché rende l’esperienza più piacevole e naturale rispetto alla versione originale.

È una distinzione importante: la rimasterizzazione non reinventa Metal Gear Solid 4, ma permette al suo gameplay di respirare meglio su hardware moderno.

Una storia ancora monumentale

Rigiocare oggi Metal Gear Solid 4 significa anche tornare a confrontarsi con uno dei giochi narrativamente più ambiziosi della saga.

La storia di Solid Snake arriva qui al suo punto di svolta definitivo e il gioco è pieno di riferimenti, personaggi, eventi e collegamenti con i capitoli precedenti. È un’esperienza che, soprattutto per chi conosce già la serie, assume quasi il valore di un viaggio nella memoria.

Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti della Master Collection Vol. 2: permettere a una nuova generazione di giocatori di scoprire direttamente uno dei capitoli più discussi e importanti della saga, senza dover recuperare una PlayStation 3.

Per chi invece lo aveva già giocato all’epoca, la domanda è diversa: vale la pena tornarci?

Secondo noi sì. Non perché Konami abbia trasformato il gioco in qualcosa di nuovo, ma perché Guns of the Patriots è uno di quei titoli che meritano almeno una seconda visita, soprattutto alla luce degli anni trascorsi dalla sua pubblicazione.

Peace Walker: ancora un ottimo Metal Gear

Il secondo grande protagonista della collection è Metal Gear Solid: Peace Walker.

E qui dobbiamo fare una precisazione importante: Peace Walker è un ottimo gioco, ma non rappresenta la vera novità di questa collection.

La versione proposta è infatti quella derivata dal lavoro già realizzato da Bluepoint Games per la Metal Gear Solid HD Collection pubblicata in passato sulle console. Non ci troviamo quindi davanti a una nuova ricostruzione del gioco paragonabile, per ambizione, a quella che molti avrebbero potuto aspettarsi.

Questo non significa che il titolo non meriti attenzione, tutt’altro.

Peace Walker rimane uno degli episodi più interessanti della saga, soprattutto per il ruolo che riveste nella storia di Big Boss. La struttura a missioni, il reclutamento dei soldati e la gestione della Mother Base anticipano alcune delle idee che verranno poi sviluppate ulteriormente in Metal Gear Solid V.

È un gioco che, ancora oggi, riesce a dimostrare quanto fosse brillante la formula di Metal Gear quando veniva adattata a esperienze più frammentate e portatili.

Ma proprio perché Peace Walker era già stato reso disponibile in una versione HD su console, il suo peso nell’acquisto della Master Collection Vol. 2 è inevitabilmente inferiore rispetto a quello di MGS4.

Ghost Babel è per i super fan

E poi ci sono gli extra.

Tra questi spicca Metal Gear: Ghost Babel, originariamente pubblicato su Game Boy Color e riproposto come contenuto bonus della collection.

È una chicca interessante e rappresenta un pezzo importante della storia del franchise, ma sarebbe sbagliato considerarlo un motivo sufficiente per acquistare il pacchetto.

Ghost Babel è soprattutto un regalo per i super fan di Metal Gear, per chi vuole scavare ancora più a fondo nella storia della serie e recuperare anche episodi meno conosciuti.

Lo stesso discorso vale per gli altri contenuti digitali, tra database, libri, sceneggiature e materiali dedicati all’universo di Metal Gear. Sono elementi capaci di arricchire enormemente l’esperienza di chi vive la saga quasi come un’enciclopedia, ma non spostano il giudizio complessivo sulla collection.

Il vero problema della Master Collection Vol. 2

Ed eccoci al punto che spiega il nostro 8,5 e non un voto ancora più alto.

Questa è una grande collection soprattutto grazie ai giochi che contiene, non perché rappresenti una rivoluzione nel modo in cui questi giochi vengono riproposti.

Metal Gear Solid 4 è un capolavoro e averlo finalmente fuori dalla PS3 ha un valore enorme. Peace Walker è un altro eccellente capitolo della saga. Ghost Babel è un extra interessante. I contenuti aggiuntivi fanno piacere.

Ma, alla fine, stiamo parlando principalmente di una rimasterizzazione e di una riproposizione di titoli già pubblicati.

È difficile quindi spingersi verso un 9 o oltre quando il cuore dell’operazione non è rappresentato da una nuova versione radicalmente migliorata, ma dalla possibilità di riportare su hardware moderno giochi che hanno già scritto pagine importanti della storia del medium.

Paradossalmente, però, questo è anche il più grande merito della collection.

Una collection importante per la conservazione dei videogiochi

Viviamo in un’epoca nella quale la conservazione dei videogiochi è diventata una questione sempre più importante.

Non basta che un gioco sia stato pubblicato vent’anni fa: deve essere ancora possibile recuperarlo, acquistarlo e giocarci senza essere costretti a possedere l’hardware originale.

Da questo punto di vista, Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 compie una missione fondamentale.

Per anni Metal Gear Solid 4 è stato quasi un’anomalia nella storia della saga: un capitolo fondamentale, celebrato e discusso, ma praticamente imprigionato su PlayStation 3.

Adesso quella barriera è caduta.

E questo, al di là delle migliorie tecniche e degli extra, è probabilmente il risultato più importante ottenuto da questa collection.

Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 Recensione – IN CONCLUSIONE

METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2 è una collection particolare.

Non è ricchissima come ci si potrebbe aspettare da una raccolta celebrativa, non propone remake e non rivoluziona i giochi che contiene. Ma mette sul piatto qualcosa che, fino a pochi giorni fa, sembrava quasi impossibile: Metal Gear Solid 4 finalmente giocabile su piattaforme moderne.

E già questo basterebbe quasi da solo.

Guns of the Patriots rimane un titolo monumentale, ancora capace di far discutere, ancora capace di sorprendere e soprattutto ancora capace di dimostrare quanto fosse avanti la serie di Kojima sotto molti punti di vista.

La maggiore fluidità e la possibilità di giocarlo su hardware moderno ne migliorano sensibilmente la fruizione, pur senza trasformarlo in qualcosa che non è.

Peace Walker, dal canto suo, è un ottimo compagno di viaggio: un gioco che merita assolutamente di essere riscoperto, ma che non può essere considerato una vera novità assoluta visto che la base di questa versione deriva dalla precedente HD Collection.

Ghost Babel e gli altri contenuti completano il pacchetto e rappresentano soprattutto una piacevole ricompensa per i fan più accaniti.

Alla fine, quindi, il nostro giudizio è molto semplice: se avete amato Metal Gear Solid 4, questa è l’occasione per tornare da Old Snake. Se non lo avete mai giocato, avete finalmente la possibilità di scoprire uno dei capitoli più importanti e controversi della saga.

Non è una collection perfetta e non merita un voto superiore semplicemente perché il materiale proposto, per quanto straordinario, non è nuovo.

Ma Metal Gear Solid 4 è un capolavoro che meritava di essere liberato dalla sua prigione su PlayStation 3. E oggi, finalmente, possiamo rigiocarlo.

Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 Recensione – VOTO: 8.5




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